DSA: i rischi nel sottovalutare il ruolo delle emozioni

Autore: Adele Miriam Cirmi

| 2 Aprile, 2024

Esiste un legame fra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e le Difficoltà Emotive ad essi associati? Ebbene si! I rischi che ne conseguono, nel sottovalutare tale relazione, possono essere molteplici e infidi.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione. All’interno di questa categoria troviamo la Dislessia, la Disgrafia, la Disortografia e la Discalculia.
Tali disturbi, pur essendo evolutivi, cioè esistenti sin dalle primissime fasi di sviluppo, trovano la loro espressione negli anni della scolarizzazione, presentandosi come un evento inaspettato, visto che lo sviluppo del bambino negli anni precedenti è avvenuto secondo modi e tempi sostanzialmente nella norma, in condizioni individuali e ambientali sufficienti per raggiungere buoni risultati d’apprendimento.
La complessità nasce innanzitutto dalla mancanza di chiarezza e di consapevolezza: molti non hanno una diagnosi, e se viene fatta in rari casi si può parlare di diagnosi precoce e questo porta spesso a confondere e addebitare il problema alla pigrizia, svogliatezza, mancanza di impegno e di attenzione che si perpetuano nel tempo con i loro effetti negativi.
La colpa è anche il vissuto che, nella situazione d’incertezza, i bambini si costruiscono: pensano che vanno male a scuola perché è colpa loro, si giudicano inferiori agli altri come intelligenza e capacità.
Per effettuare la diagnosi, l’abilità scolastica deve presentare un grado significativo di compromissione e deve essere specifica, cioè non attribuibile a ritardo mentale o a compromissioni minori del livello cognitivo generale. Non devono essere, inoltre, presenti altri fattori esterni in grado di spiegare le difficoltà riscontrate, come difficoltà visive o uditive.
Il bambino con DSA è un bambino che si impegna, ma nonostante gli sforzi immensi che fa non riesce a stare al passo con i suoi compagni di classe. Oltre alle difficoltà di natura scolastica si affiancano in questi bambini problemi di natura emotiva, comportamentale e relazionale.

“L’interesse recente per il benessere psicologico di questi soggetti ha dato vita a ricerche che sono andate oltre lo studio dei processi cognitivi per prendere in esame quelli emotivi, che possono incidere profondamente sulla direzione dell’itinerario di sviluppo di un individuo e in tal modo possono concorrere a determinare situazioni di disagio, disadattamento o disturbo mentale”.
I vissuti emotivi provati possono causare una forte sofferenza emotiva che può manifestarsi dapprima con rabbia, aggressività, ritiro interiore e isolamento fino all’instaurarsi di veri e propri stati di ansia e depressione.
La letteratura scientifica mostra che i bambini affetti da Disturbo Specifico dell’Apprendimento, e da dislessia in particolare, sembrano essere maggiormente a rischio di sviluppare sintomi ansiosi e depressivi.
L’ansia è il più frequente sintomo emotivo riportato nei dislessici: recenti studi, quelli effettuati da Nelson & Harwood nel 2013, evidenziano la presenza di sintomi riconducibili all’ansia scolastica in circa il 70% dei bambini con difficoltà di apprendimento.
L’ansia è una condizione emotiva di apprensione, di timore, di aspettativa di un evento negativo, che si manifesta attraverso risposte fisiologiche (come l’aumento della frequenza cardiaca), comportamentali (come la fuga da una situazione temuta) e cognitive (come l’anticipazione mentale di tutte le possibili conseguenze negative di un evento temuto). Accade spesso che l’ansia abbia questa caratteristica di anticipazione rispetto all’evento temuto, e questo ha conseguenze pratiche molto rilevanti, quali ad esempio il ricorrere costantemente a «comportamenti di evitamento». Quest’ultimo viene spesso rinforzato in modo negativo: funziona perché viene premiato dalla riduzione dell’ansia. Mal di testa, disturbi intestinali, tensione muscolare, difficoltà di addormentarsi, perdita di energia possono essere alcuni dei sintomi che indicano una condizione d’ansia.
Un problema associato con l’ansia, e che nel tempo può influire ulteriormente sui disturbi psicopatologici, è la fobia scolastica; ossia un’eccessiva e persistente paura scatenata dall’esposizione o dall’attesa esposizione a uno specifico oggetto o situazione. Si configura come una particolare paura e avversione per la scuola che si accompagna a reazioni emotive negative associate a qualche componente dell’ambiente scolastica (i compagni, la valutazione, un docente) e che coinvolge circa il 2% della popolazione scolastica. Se non trattata, può portare a sviluppare gravi forme di isolamento e/o depressione.
Anche la depressione appare essere presente nei bambini e negli adolescenti con DSA. Depressione è un termine generico che si riferisce sia a un grave abbassamento del tono dell’umore, sia a lievi turbamenti della sfera emotiva. Spesso la depressione non viene riconosciuta a causa della diffusione di svariate false credenze che portano a sottovalutare i sintomi di depressione durante l’infanzia e l’adolescenza. Una delle convinzioni erronee più comuni è quella di ritenere che l’infanzia sia un periodo spensierato e felice e che quindi i bambini non abbiano stress e problemi tali da indurre una modificazione dell’umore in senso patologico. “Un’altra ragione che ostacola il riconoscimento della depressione infantile è dovuta al fatto che molti genitori tendono a sottovalutare i sintomi depressivi del proprio figlio per eludere il senso di colpa che proverebbero qualora prendessero piena consapevolezza della sua sofferenza”. Nel caso di bambini o adolescenti con DSA, alcune manifestazioni di tipo depressivo, sono: frequenti comportamenti di fuga e di evitamento da situazioni problematiche, difficili, potenzialmente ansiogene, o anche situazioni «normali»; incapacità di affrontare le situazioni spiacevoli che possono verificarsi; visione negativa di se stessi; visione negativa delle proprie attuali esperienze; visione negativa del futuro.

Sussistono alcune strategie che si possono adottare al fine di garantire un adeguato supporto emotivo nei bambini con DSA. Si fa riferimento all’importanza della promozione di un “clima” che possa essere definito “resiliente” e all’importanza dell’alfabetizzazione socio-emotiva fin dalla prima infanzia. Un ambiente che favorisce la resilienza permette che emergano i tratti che sono ad essa tipicamente associati come l’autostima, la comunicazione, l’empatia, buone capacità di problem solving, ascolto attivo, con un notevole beneficio non solo al livello della classe ma anche a livello della scuola e della comunità più ampia. Così come realizzare un piano di alfabetizzazione nella classe significa creare esperienze di apprendimento attraverso le quali il bambino acquisisce consapevolezza dei propri stati emotivi e dei meccanismi cognitivi che li influenzano, per poi applicare tali conoscenze per risolvere i problemi e le difficoltà che incontra nella vita di ogni giorno.
Di fronte ad un disturbo, è diffusa la tendenza a concentrarsi esclusivamente sulle cause e sulle possibili soluzioni, per affrontarlo e risolverlo il prima possibile. Ciò che spesso sfugge è che il disturbo o la difficoltà rappresentano una parte, certo importante, ma solo una parte della persona. Quest’ultima, infatti, è costituita da tantissime sfaccettature, ognuna importante e fondamentale. Tali aspetti devono essere considerati per poter supportare al meglio il singolo individuo a cui ci rivolgiamo e per consentirgli di affrontare al meglio il suo percorso, sia esso riabilitativo, educativo, scolastico, familiare o personale.
Nei bambini e ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, oltre a concentrarci sulle loro fragilità per capire come compensarle, è importante chiedersi come vivono le loro fatiche, cosa provano, quali sono le loro emozioni, per approfondire quale impatto il disturbo specifico dell’apprendimento ha sulla loro vita.
La letteratura scientifica, come citato nei capitoli precedenti, riporta che i DSA sono frequentemente associati a disturbi emotivi che, se non vengono elaborati, rappresentano un fattore di rischio per un futuro disagio psicologico. Secondo L’OMS la qualità della vita corrisponde alla percezione che la persona ha del proprio benessere e della propria soddisfazione personale nel contesto della cultura e del sistema di valori in cui vive, in relazione ai suoi obiettivi, aspettative, standard e preoccupazioni. I Disturbi specifici dell’apprendimento possono interferire negativamente sulla qualità della vita.
Pertanto bisogna promuovere il valore del “Supporto Emotivo” nei bambini con DSA. Il supporto emotivo nella prima fase di scolarizzazione diviene fondamentale, ai fini di una promozione del grado di consapevolezza delle proprie difficoltà ma anche e soprattutto delle proprie potenzialità, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una buona autostima e un adeguato senso di efficacia, entrambe necessarie per proseguire con maggiore serenità il percorso scolastico ma anche e soprattutto personale.
La collaborazione sinergica tra scuola, famiglia e professionisti che, a vario titolo si occupano della diagnosi e del trattamento è essenziale per il buon esito del percorso di apprendimento, di crescita e di sviluppo emotivo sereno del bambino.
Importanti traguardi si possono raggiungere solo lavorando in rete: non è possibile trascurare i dati sopracitati. È necessario che vi sia adeguata conoscenza e consapevolezza della problematica, affinché possa essere gestita e fronteggiata in maniera appropriata.

 

Bibliografia
AID, Associazione Italiana Dislessia, Consensus Conference, Disturbi evolutivi specifici di apprendimento. Raccomandazioni per la pratica clinica, 2009.
Cornoldi Cesare (a cura di), Difficoltà e disturbi dell’apprendimento, Il Mulino, Bologna, 2007.
Di Pietro Mario, L’educazione razionale-emotiva. Per la prevenzione e il superamento del disagio psicologico dei bambini, Erickson, Trento, 2016.
Goleman Daniel, Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felice, Bur Rizzoli, Milano, 2019.
Ianes Dario, Educare all’affettività. A scuola di emozioni, stati d’animo e sentimenti, Erickson, Trento, 2007.
Le Guide, Disturbi emotivi a scuola. Strategie efficaci per gli insegnanti, Erickson, Trento, 2019.

Sitografia
www.aiditalia.org. Associazione Italiana Dislessia.
www.airipa.it Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento.

 

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About the Author: Adele Miriam Cirmi

Dottoressa Adele Miriam Cirmi
Psicologa, iscritta all'albo degli Psicologi della regione Sicilia. Master in Psicopedagogia e didattica per i disturbi specifici dell’apprendimento. Percorso di formazione docenti, classe di concorso Filosofia e Scienze Umane. Socia e dipendente della Cooperativa Sociale ISKRA, operante nel servizio di Assistenza Domiciliare ai Minori e alle loro Famiglie e Operatrice del Centro Diurno "L' Isola che non c'è", presso il comune di Marsicovetere.